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L’OCSE da i voti alla Germania

L'OCSE da i voti alla Germania. Tra aspetti positivi e negati, un quadro complessivo della sua economia

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Quadro generale

L’OCSE da i voti alla Germania e il quadro generale che ne esce è, nel complesso positivo. L’analisi mette in luce come, in una visione globale, la Germania abbia una economia in complesso di buona tenuta, una più che positiva qualità della vita e, soprattutto, una disoccupazione che, sotto il 5%, consente una ottima salute del mercato dl lavoro.

Ma l’OCSE da i voti alla Germania anche nei dettagli. E così facendo mette in luce anche alcuni aspetti negativi, o almeno, su cui lavorare ancora. Tra le cose che più emergono c’è il fatto che il paese potrebbe sfruttare ancora di più il momento positivo della sua economia. Tra i fattori di potenziale debolezza vi sono gli elementi che, fino ad ora, hanno supportato la crescita della Germania e della sua economia:
– export
– consumi interni

Ma la frenata di alcune economie, in particolare quella cinese, potrebbero mettere l’export tedesco in crisi, o comunque ridimensionarlo molto. In questa prospettiva assumono particolare rilevanza e importanza i consumi interni. Pur non bastando da soli, l’OCSE li prevede comunque in crescita dell’1,8% entro la fine di questo 2016, e di quasi il 2% nel corso del prossimo anno.

Sbilanciamento uomo-donna nel lavoro

I voti dell’OCSE alla Germania e le valutazioni da cui nascono prendono in considerazione anche alcuni elementi critici. Come, ancora molto presente, lo sbilanciamento uomo-donna nel lavoro e nelle relative retribuzioni. I lavoratori più qualificati, come categoria generale, sono quelli con le disparità maggiori. Infatti, in tale fascia, solo l’11% delle donne ha uno stipendio doppio rispetto alla media. Mentre tale percentuale sale al 43% negli uomini.

Altro elemento significativo è la percentuale di donne che ricorrono al part time, più per necessità che per scelta. La mancanza di asili, o quantomeno la loro scarsità rispetto alle esigenze, costringe una gran parte di donne a questa soluzione. Il che si traduce con un dato significativo:
– il 60% di quelli che sono chiamati mini jobs sono fatti da donne.

Scuola

I voti che l’OCSE ha dato alla Germania riguardano anche il capitolo scuola. Da più di dieci anni si parla della necessità di investire su questo fondamentale capitolo. Un caposaldo imprescindibile per poter continuare a crescere. Ci volgiono profonde riforme che, però, continuano a tardare. Infatti, attualmente, il sistema scolastico tedesco, prevede che, a conclusione di quattro anni di scuole elementari prevede che si prosegua con le medie, con il liceo e con la media superiore, Niente di strano certo se non fosse che tale divisione rispecchia spesso più una classe sociale che non un reale interesse. Infatti le medie sono frequentate principalmente da ragazzi appartenenti a classi sociali più disagiate mentre i licei sono appannaggio soprattutto di quelli più agiati.

Investimenti

Argomento particolarmente delicato e di cui, per la verità, si parla da tanto tempo. Ancora più delicato, e per certi versi incomprensibile, se si pensa alla buona congiuntura economica del paese e al più che soddisfacente gettito fiscale. Il vero punto dolente non è tanto la mancanza di investimenti (pubblici e privati) nei settori della ricerca e dello sviluppo, quanto la scarsità di investimenti in settori quali proprietà intellettuale, sviluppo di software e management altamente qualificato.

Altro punto dolente è l’argomento “liberalizzazione dei servizi”. Per l’OCSE è ancora troppo massiccio il controllo statale su settori quali poste e telecomunicazioni. Parallelamente a ciò l’OCSE sottolinea come ci sarebbe la necessità anche di snellire la burocrazia legata ai servizi in rete e alle libere professioni.


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