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L’economia tedesca cresce ma gli industriali si lamentano

Sembra paradossale ma è esattamente quello che sta avvenendo. A fronte di una situazione economica a dir poco florida, gli imprenditori si dimostrano molto critici rispetto ad alcuni provvedimenti legati al salario minimo, ad alcune norme di politica energetica e alla riforma pensionistica

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Numeri che fanno invidia
L’economia tedesca continua a far registrare numeri che molti paesi vorrebbero poter annoverare nei loro bilanci: occupazione bassa, export che, a gennaio, ha visto un incremento del 2,2% e una leggera ripresa dell’Europa che sta, provvidenzialmente, andando a compensare il leggero calo dell’export tedesco nei paesi cosidetti emergenti. Oltre a ciò, si è verificato un aumento dell’import che ha, almeno per ora, messo a tacere le critiche rivolte alla Germania per il suo surplus economico troppo alto. Questo ultimo dato è particolarmente importante perché testimonia di un aumento del consumo interno e ribadisce, la dove ce ne fosse bisogno, il ruolo fondamentale della Germania anche per l’economia degli altri paesi europei.

Conti pubblici a posto
E la serie positiva, per l’economia tedesca, coinvolge anche i suoi conti pubblici, con entrate fiscali aumentate e la possibilità concreta che la Germania a partire dal prossimo anno non produca debito. Un impegno che mette in luce come per il paese sia prioritario tenere a posto i conti pubblici proprio per rilanciare la ripresa. Impegni seri e rigorosi con cui la Germania vuole anche mettersi al riparo da chi la critica sostenendo che pretenda il rigore solo dagli altri paesi europei.

Ma gli imprenditori si lamentano
Numeri, cifre e programmi che dovrebbero rendere gli imprenditori più che soddisfatti. Invece gli imprenditori accusano il governo di non avere un piano industriale preciso, un’idea per frenare il calo degli investimenti e la decrescente attenzione su ricerca e innovazione. Secondo gli imprenditori il governo sarebbe troppo impegnato a sfruttare le aumentate entrate fiscali per pensare solo a provvedimenti di carattere sociale e di abbattere il debito a spese proprio degli investimenti sulle industrie. Critiche che arrivano sia dalla Bga, associazione di piccole e medie imprese sia dall’Associazione di Imprese a gestione familiare. Queste ultimi soprattutto criticano che i consumi interni vengano incrementati proprio dai soldi che verranno usati per la riforma pensionistica e per il salario minimo a discapito del sostegno all’export. Sembra incredibile ma in Germania succede anche questo.mFonte Lettera43


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