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La Germania scopre il doppio lavoro

Dietro i dati brillanti dell'economia tedesca, sicuramente veritieri nella maggior parte dei casi, ci sono però alcuni aspetti critici. Come il ricorso a il doppio lavoro

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Dietro un grande successo ci sono sempre squilibri
Ed è quello che è emerso da un rapporto fornito pochi giorni fa dall’Institut fur Arbeitsmarkt und Berufsforschung, ente che esegue ricerche proprio sul mercato del lavoro. La notizia non è tra quelle maggiormente divulgate in Italia. Nelle nostre ricerche editoriali l’abbiamo vista ripresa, in maniera approfondita e articolata, dalla testata Lettera43, sito di informazione indipendente. Ma veniamo alla questione principale: nel 2013 sono stati, secondo questo rapporto, ben 3 milioni e 200mila i tedeschi che hanno dovuto ricorrere ad un doppio lavoro. È una delle conseguenze, poco enfatizzata, della riforma del lavoro e del sistema sociale introdotta dall’allora governo di Schroder. Una riforma a cui ancora oggi molti paesi dicono di voler guardare. L’elemento interessante è dato dalla tendenza di questo fenomeno: subito dopo la caduta del muro questo numero si “fermava” a circa un milione di lavoratori ed è poi aumentato costantemente ogni anno.

Leggere i dati
Come sempre i numeri, se letti così, rischiano di restare un po’ sterili o, quantomeno, di dare una visione parziale del fenomeno. Lo stesso rapporto vuole introdurre alcune precisazioni riguardo la composizione di questi oltre 3 milioni di lavoratori. Se è vero che non è piccolo il numero pare però che oltre 2 milioni e 600mila di questi lavoratori abbiano comunque uno dei due lavori sotto forma di contratto a tempo determinato. Userebbero dunque il secondo lavoro non tanto per motivi di sopravvivenza ma per levarsi qualche sfizio in più. Riteniamo comunque che, anche letta in questo modo, la ricerca evidenzia comunque una serie di squilibri nella distribuzione della ricchezza in Germania. Interessante anche la differenza nelle percentuali di ricorso al doppio lavoro: 7% uomini e 13% donne.

Conseguenza dei mini job
Avevamo già parlato dei mini job e lo rifacciamo proprio perché il ricorso al doppio lavoro sembra essere, in parte, una conseguenza di questa riforma. Come? Prima del 2003, anno della sua entrata in vigore, era esentato dal pagamento dei contributi sociali esclusivamente chi aveva solo un mini job. Dopo il 2003 questo aspetto dei mini job è stato affiancato anche al lavoro principale, sempre in tema di pagamento di contributi. Questa dinamica è quella che ha indotto alcuni studiosi a spiegare il fenomeno del doppio lavoro: visto che gli straordinari di un lavoro principale sono maggiormente tassati, allora tanto vale trovarsi una seconda occupazione. Ma la spiegazione non convince tutti.

Il costo del lavoro
Il vero fulcro della questione resta, in gran parte, quella del costo del lavoro in Germania: non certo tra i più alti. Come ricorda anche la testata che abbiamo citato in Germania c’è quella che viene chiamata “moderazione salariale” che ha portato, nelle professioni più qualificate, una sorta di fuga verso le vicine Austria e Svizzera. Moderazione salariale che ha però consentito alla Germania di aumentare e salvaguardare la sua competitività. Insomma è importante tenere sempre presente le facce della medaglia quando si analizzano le cose. Resta innegabile però che l’economia tedesca continui ad andare ad una velocità di molto maggiore rispetto a quella degli altri paesi europei.


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