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La Germania non corre più

Alcuni indicatori economici lo confermerebbero: la Germania non corre più. E anche la Deutsche Bank non sembra messa molto bene

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Brusca frenata
Non si sa quanto abbia contribuito lo scandalo Volkswagen. Certo è che le previsioni al ribassano che dicono che la Germania non corre più sembrano indicare una decrescita un po’ più complessa. In cui la Volkswagen ha giocato sì un ruolo importante ma inserendosi in un quadro di rallentamento generale dell’economia tedesca. Vediamo alcuni dati. Intanto la previsione di crescita si è abbassata e l’export, da sempre il cavallo di battaglia tedesco, secondo gli ultimi rilevamenti pare essere sceso di quasi un 5,5%. Male anche la produzione industriale che subisce un calo dell’1,2%. Numeri non buoni sia in senso assoluto sia se paragonati ai ritmi di crescita a cui la Germania ci aveva abituati. Forse è vero: la Germania non corre più.

Situazione già delineata
In realtà sono molti gli analisti che sostengono che questa frenata tedesca non abbia molto a che fare con il caso Volkswagen, le cui conseguenze in realtà si vedranno in futuro. L’attuale situazione economica della Germania, è cominciata da qualche mese. E le cause principali sono legate al contemporaneo rallentamento dei paesi cosidetti BRICS e, soprattutto, della Cina. Rallentamenti che hanno avuto pesanti ripercussioni sull’export della Germania, vero traino economico del paese.

Certo ci sono due colossi tedeschi che stanno avendo, o avranno, un ruolo pesante sull’andamento tedesco. Stiamo parlando di Volkswagen e Deutsche Bank. Entrambe coinvolte in poco lusinghieri casi di manipolazione. Se da una parte ad essere manipolati sono stati i sistemi di controllo delle emissioni inquinanti, dall’altra la banca pare abbia manipolato i tassi interbancari trovandosi così costretta a fare i conti con pesanti perdite. E se, per ora, pare che a farne le spese saranno gli azionisti che si vedranno ridotti i dividendi, non è facile prevedere che le conseguenze si faranno sentire anche dal punto di vista occupazionale. Già messi in cantiere, guarda caso, 23mila esuberi su un totale di 100mila dipendenti.

Male anche le importazioni
Ad andare male anche le importazioni che sono scese di oltre il 3%. Dati che, se è vero che riducono il surplus commerciale di cui la Germania è stata accusata sempre, pongono l’attenzione sia sui consumi interni sia sulla concomitante decrescita anche della produzione industriale. Si tratta di dati che fanno davvero impressione se si pensa che, anche nei periodi di maggiore crisi, la Germania aveva sempre tenuto botta. Questo è il calo più consistente mai registrato dal 2009.


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