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La Germania esporta troppo?

Una domanda che sembra un paradosso ma che, invece, rappresenta una preoccupazione per molti. Eppure l'export è proprio ciò che fa viaggiare il paese ad una velocità inarrestabile

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Tutti la temono
È inevitabile: quando in un paese le cose vanno bene c’è sempre qualcuno che trova motivi di critica o, addirittura, d’allarme. Ancora una volta la Germania si trova ad essere criticata per un successo; e questa volta è il suo export. Secondo gli ultimi dati il suo surplus del 2013 ha raggiunto il valore record di quasi 199 miliardi, andando a migliorare addirittura la già considerevole cifra stabilita nel 2007, cioè prima ancora che la crisi esplodesse. E a mettere in luce, con forse non poca invidia oltre che preoccupazione, il Segretario del tesoro americano, secondo cui la Germania dovrebbe invece preoccuparsi di incrementare la domanda interna.

Un serpente che si morde la coda
Secondo alcuni osservatori la situazione è un po’ questa: la crisi che ormai da anni ha messo in ginocchio paesi e cittadini ha corroso proprio i risparmi di questi ultimi. I governi dovrebbero investire proprio per far sì che la loro domanda interni riprenda ma sono bloccati dal famoso e famigerato “patto di stabilità” che impone una soglia alla differenza tra pil e deficit. E siccome tra i paesi più intransigenti sul fatto che questo patto venga mantenuto c’è proprio la Germania essa beneficia proprio delle sue esportazioni. Insomma la Germania viene “accusata” di approfittare proprio di questo squilibrio. Ma il paese cresce proprio grazie al suo surplus.

Punti di forza
La Germania può contare su alcuni punti di forza, alcuni per altro molto criticati. Come, per esempio, i salari. Questi sono da tutti considerati alti ma, in realtà, negli ultimi dieci anni hanno visto una crescita nominale inferiore di circa il 20% rispetto a quella che è la media dei paesi dell’Eurozona. Altro punto di forza è la bassa inflazione che ha fatto sì che i suoi prezzi abbiano subito aumenti più contenuti e si siano quindi mantenuti o rivelati sempre più competitivi. E la Germania beneficia del fatto di avere come secondo maggior partner commerciale proprio un paese fuori dalla zona euro e cioè la Cina: verso questo paese le esportazioni sono incrementate di quasi il 700% rispetto ad una decina di anni fa. La tecnologia tedesca ha nel mercato cinese un compratore inarrestabile. Ma per qualcuno questa può essere un’arma a doppio taglio, con i cinesi che potrebbero trasformarsi da clienti in concorrenti a prezzi ancora più bassi.

Qual è il rischio
Insomma qualcuno vede in questo ricco export un rischio e cioè quello rappresentato da un’economia troppo dipendente dal mercato estero e meno sensibile alla domanda interna. Dove per domanda interna si intende anche quella della stessa Europa che resta, pur sempre, il maggior partner commerciale della Germania. Insomma la Germania viaggerebbe ma senza preoccuparsi del fatto che se l’Europa non compra più a rimetterci sarebbe lei per prima. Ma la cosa certa è che, per ora, l’economia tedesca viaggia eccome.


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