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La Germania e la politica dell’immigrazione

La Germania si scopre "spaventata" da un possibile abuso di sussidi, contributi e assistenza da erogare agli immigrati. In particolare rumeni e bulgari sono diventati il capro espiatorio di molte paure

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Una relazione di 133 pagine
È quanto riporta, in un interessante articolo, Massimo Demontis sul sito “Cambiailmondo”. Il Ministro dell’Interno de Maizière e il Ministro del Lavoro Nahles hanno collaborato alla stesura di una relazione scritta contro l’abuso di queste prestazioni statali. O contro il timore che queste prestazioni sociali possano diventare eccessive. Addirittura si paventa l’ipotesi di impedire l’inglresso in Germania per un determinato periodo di tempo, a quegli immigrati che, con prove certe, venga dimostrato abbiano abusato di questi aiuti e sussidi. Come riportato dall’articolo c’è al vaglio anche la possibilità di limitare il tempo di soggiorno per cercare un lavoro e anche norme più severe per pagare gli assegni familiari. Il segnale è chiaro. E il fatto che tutto ciò sia rivolto in particolare agli immigrati rumeni e bulgari (viste le nuove leggi sulla mobilità estesa anche a questi cittadini della UE) non toglie la valenza a questo dibattito.

Abuso
Questa è la parola che viene utilizzata parlando di contributi sociali e prestazioni quando si considera l’argomento. E già la parola porta con sé un giudizio e una considerazione che da politica rischia di diventare ideologica e sociologica. Comunque il Ministro dell’Interno ha sottolineato il fatto che questo problema esiste in particolare nelle regioni a forte immigrazione rumena e bulgara, in particolare in città come Duisburg, Francoforte, hannover, Mannheim e Monaco. Secondo dati governativi in queste città le prestazioni sociali richieste da cittadini di questi paesi sarebbero aumentate del 50% solo dal 2012 al 2013.

A lamentarsi sono i comuni
La relazione scritta dai due ministri mette in luce come a lamentarsi della situazione siano soprattutto le amministrazioni comunali, le più integrate territorialmente e quindi le più coinvolte dalla situazione. Secondo la relazione i comuni si sono detti gravati proprio dalla presenza di lavoratori immigrati dai due paesi che hanno basse qualifiche professionali, con una inesistente preparazione professionale e con la conseguente mancanza di possibilità di inserirsi nel mercato del lavoro. Il governo ci tiene a sottolineare come non sia in discussione la libera circolazione delle persone all’interno dell’Europa ma come essa vada comunque affrontata in maniera razionale.

Critiche
Ovviamente non sono mancate critiche a queste proposte. Per alcuni esponenti politici dell’opposizione si tratterebbe di paure strumentali che rischiano di essere pericolose. Ad essere messo duramente sotto accusa è lo sgradevole concetto di “abuso sociale” di cui sono accusati i cittadini rumeni e bulgari, tacciati di essere dei parassiti: e quanto suoni orrido questo aggettivo è innegabile. A favore di queste critiche alcuni esponenti politici portano i numeri: gli immigrati rumeni e bulgari sarebbero tutto il contrario che persone poco qualificate in quanto quasi il 25% di loro sono invece in possesso di una laurea. Siamo certi che la questione non si fermerà qui.


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