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La Germania e i lavoratori stranieri

Mentre la stampa ufficiale continua a parlare della Germania come nuovo Eldorado per i lavoratori stranieri, c'è una stampa più di nicchia che mette in luce una situazione un po' diversa

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Discriminazione nel mercato del lavoro
Il titolo di questo capitolo non è nostro ma è il nome di uno studio ufficiale e cioè quello redatto dal Consiglio dei periti delle fondazioni tedesche: non dunque un rapporto di pericolosi rivoluzionari. E, in pratica, ciò che emerge da questo studio è una discreta discriminazione tra lavoratori stranieri e lavoratori tedeschi. Come riportato anche da Lettera43 sembra che i responsabili del personale di molte aziende tedesche, di fronte a curriculum con le stesse qualifiche di studio e di lavoro, continuino a dare maggiori possibilità di ottenere un colloquio a chi ha un nome tedesco. In sostanza anche chi è nato in Germania ma ha un nome che ne denuncia le origini straniere subirebbe ancora qualche discriminazione. Sempre secondo lo stesso rapporto sembra che anche durante i colloqui l’atteggiamento dei selezionatori sia molto diverso.

Un interessante esperimento
La particolarità di questo studio si basa proprio sul fatto di mettere molta enfasi proprio sulla questione della presentazione dei curriculum. I responsabili di questo studio hanno fatto un curioso e interessante esperimento: hanno creato quattro finti curriculum con caratteristiche di studio, di professione e anche di hobby sostanzialmente identici. Però hanno messo nomi con caratteristiche diverse. Due erano nomi in tutto e per tutto tedeschi e due dimostravano origini turche. Molto diversi i settori in cui questi curriculum sono stati inviati: settore commerciale e meccanico automobilista. Bene i finti candidati con nomi tedeschi sono stati convocati a un colloquio ogni cinque curriculum inviati mentre i falsi candidati di origine turca ogni sette. E le aziende a cui sono stati inviati questi profili erano 1794; non poche dunque. Le discriminazioni sono risultate più evidenti, è giusto dirlo, nelle aziende piccole. In quelle più grandi effettivamente l’atteggiamento è parso meno chiuso.

Luoghi comuni
Lo studio non si è fermato ai numeri e, per rendere ancora più chiaro il concetto, ha interpellato poi molti dei responsabili del personale di alcune aziende perché spiegassero il loro attegiamento. Molti hanno dato risposte che hanno messo in luce non pochi luoghi comuni e pregiudizi legati, spesso, a precedenti esperienze con lavoratori stranieri. Come riporta sempre Lettera43 alcuni si mascherano dietro presunte preoccupazioni per le reazioni dei loro clienti. Un direttore di hotel ha sostenuto che un’impiegata con il velo avrebbe negative ripercussioni.

La proposta
Da questo studio sono emerse anche alcune preoccupazioni per la stessa economia teutonica che, in molti casi, rischierebbe di privarsi di professionalità straniere solo per pregiudizi. E magari professionalità anche qualificate. Da qui nasce la necessità di iniziare un lavoro di sensibilizzazione proprio sulle imprese più piccole e la proposta di rendere, per legge, anonimi i curriculum.


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