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La Berlino che nessuno vuole vedere

Il web è pieno di siti che, approfittando del magnetismo che la capitale tedesca esercita su molti italiani, ne mettono in luce solo gli aspetti positivi. Una visione parziale che rappresenta solo una parte di questa meravigliosa ma contraddittoria città

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La Berlino che si vede
La Berlino che si vede è quella dei depliant turistici, della stampa ufficiale e anche di molti siti che la descrivono solo nelle sue parti migliori. Una città in cui la storia disegna ancora i contorni, sconfinando sempre nel nuovo. Una città piena di contraddizioni ma civile e, soprattutto, multietnica. E poi c’è la Berlino che non si vuole vedere o di cui, peggio, non si vuole parlare perché fa ottenere molti più visitatori il sito che di certe cose non parla. Ma, tanto per dirne una, Berlino è una città in cui la convivenza tra etnie diverse non è così pacifica e in cui la disoccupazione è la più alta di tutto il paese.

Problemi sociali
Berlino non è solo la capitale delle start up, la città in cui i lavori creativi sono in testa alle professioni, in cui lo spirito alternativo attraversa ogni angolo. È anche questo ma non solo. la città, come tutte le grandi città, è attraversata da molti problemi sociali che, talvolta, si sono tradotti in episodi di microcriminalità quando non di violenza vera e propria. Ovviamente di questa situazione ci sono state non poche strumentalizzazioni politiche. Ma ciò che resta profondamente vero è l’identità di una città che sta cambiando tanto, forse troppo. Perdendo anche alcuni di quegli elementi che ne hanno fatto, a lungo, una città unica. E mentre i turisti sembrano ipnotizzati solo dalla storia del Muro, pochi si chiedono quali conseguenze reali la sua “scomparsa” abbia effettivamente portato. O quale sia una delle sue onde lunghe: per esempio una disoccupazione che supera il 13%, oltre il doppio della media nazionale. Certo le cose sono, da questo punto di vista, migliorate rispetto a una decina di anni fa. Ma il fatto che Berlino vanti il record di sussidi di disoccupazione qualcosa vorrà pur dire.

Qualche numero
Una città poco amata dal resto della Germania, e forse neanche questa è una cosa che si dice. Una città in cui sarebbe oltre il 20% la percentuale di popolazione che ricorre appunto ai sussidi, contro il 14% circa del Brandeburgo. Non bene neanche la posizione che la città occupa in termini di sicurezza. Uno studio ha assegnato un poco onorevole 4 alla capitale tedesca, in una scala da 1 a 10. Per non parlare poi del mito, ormai traballante, di città in cui gli immobili costano poco. Non sono pochi i casi di cittadini che devono lasciare le loro case perché i prezzi degli affitti non sono più sostenibili. E la gentrificazione ragazzi. E anche la tanto decantata perfetta integrazione della comunità turca, la più vasta d’Europa, scricchiola sotto il peso di contraddizioni mai sopiti e “piccoli” episodi di discriminazione che avvengono anche nelle scuole.

Ma resta pur sempre la meraviglia che è
Detto questo Berlino resta qualcosa di straordinario, in cui l’energia si respira semplicemente camminando per le sue strade. Però bisogna semplicemente stare attenti a quelli che ne parlano come fosse il paese di Bengodi. Perché non è affatto così. Un esempio? I tanto decantati mezzi pubblici che funzionano alla perfezione. Basta fermarsi in città un po’ più a lungo per rendersi conto di come i tagli e la conseguente mancanza di manutenzione rendano la realtà ben diversa. L’amato sindaco Wowereit, che lanciò lo slogan “Berlino è povera ma sexy” probabilmente non si vedrà rinnovare il mandato perché molti berlinesi sono un po’ stanchi di vedere come l’aggettivo “povera” resti predominante.


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