Ultime Notizie
logo lavoro in germania

Notizie Lavoro in Germania

Notizie sulle opportunità di lavoro in Germania

In Germania aumentano le pensioni ma anche le diseguaglianze di redditi

In Germania aumentano le pensioni ma anche le diseguaglianze di redditi. Cresce infatti la forbice tra chi sta molto bene e chi sta molto male

lavoratori

Dal 1° giugno

Lo scorso 1 giugno è stato un giorno importante per molti tedeschi. Cioè per quegli oltre 20 milioni che sono in pensione. In Germania aumentano le pensioni seppur con qualche differenza soprattutto tra lander e lander. Infatti i pensionati dei lander occidentali potranno vedersi aumentata la pensione di circa il 4,25%, mentre sfiorerà il 6% l’aumento delle pensioni dei cittadini della ex Germania est.

Il provvedimento, annunciato e mantenuto da Andrea Nahles, ministro del lavoro tedesco, è divenuto realtà per l’indubbio stato di salute dell’economia tedesca. Non a caso non aumentano solo le pensioni ma anche la salute del mercato del lavoro e, a cascata, anche gli stipendi. Anche qui gli aumenti si sentono di più negli ex lander orientali dove l’aumento è di quasi il 6% contro un aumento di quasi il 4% all’ovest.

In Germania l’adeguamento delle pensioni alla congiuntura è qualcosa che avviene ogni anno. ma quest’anno sembra avere anche la funzione di calmare coloro i quali stanno osteggiando la politica di accoglienza della Merkel, contrastata da chi sostiene la solita cantilena e cioè che ci sarebbero soldi per i profughi ma non per i tedeschi.

Alcune differenze

Per altro le pensioni in Germania aumentano, è vero, ma con alcune curiose differenze che, prima o poi, faranno discutere qualcuno: infatti più alta è la pensione più il titolare della stessa godrà di un aumento maggiore, In cifre facciamo un esempio: se un pensionato  riceve un importo di 500 euro, l’aumento sarà di 21 euro. Mentre ad un importo di 2700 euro corrisponderà un aumento di quasi 120 euro.

Diseguaglianze sociali

Come dicevamo però all’aumento delle pensioni e dei salari fa da contraltare l’aumento delle diseguaglianze sociali. Cioè aumenta la forbice tra chi sta bene e le fasce di popolazione più povere. La Fondazione Hans Bockler ha recentemente pubblicato uno studio che mette in luce come tale forbice sia aumentata soprattutto tra il 1999 e il 2005, per poi attenuarsi e riprendere ora a crescere. I dati più recenti indicano che il 10% dei nuclei familiari più ricchi possiede quasi il 52% del patrimonio nazionale netto.

Attualmente il tasso di povertà si aggira attorno al 15%. Tale cifra è quella che indica povero chi ha un introito del 60% inferiore all’introito medio. E colpisce il fatto che in questo 15% ci siano quasi 3,5 milioni di pensionati e 12,5% di lavoratori.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *