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Germania: ora c’è un accordo su salario minimo e pensioni più alte

Mentre in Italia le larghe intese sembrano stare insieme a fatica, in Germania la Grande Coalizione trova importanti accordi

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Trattative lunghe
Potrebbe essere attivo già prima di Natale il lungo e difficile negoziato che in Germania ha visto la Merkel con i cristianodemocratici impegnata in trattative estenuanti. Ma tra i punti più importanti ve ne sono alcuni che possono e devono interessare anche a chi pensa alla Germania come paese in cui andare a lavorare e a vivere: tra questi punti vi è il salario minimo, le pensioni più alte, il pedaggio per le autostrade solo per stranieri e la doppia cittadinanza per i figli degli stranieri che vivono in Germania.

Cosa è successo alle scorse elezioni
Le elezioni tedesche dello scorso settembre hanno visto il partito della Cancelliera Merke, la Cdu ottenere un più che lusinghiero successo con quasi il 42% dei voti. Per questione di seggi però non ha ottenuto la maggioranza assoluta e questo, un po’ come è successo in Italia, ha visto la Merke costretta a rivolgersi all’opposizione. Ogni accordo è un compromesso e anche in questo caso la Grande Coalizione è stata resa possibile da alcune concessioni su lavoro e pensioni, come chiesto dall’opposizione. In cambio, la Spd, partito dell’opposizione appunto, ha dovuto rinunciare a vedere maggiormente tassati i redditi più alti.

Salario minimo
Ed è stata proprio la Spd a chiedere e ottenere che venisse introdotto il salario minimo a 8,50 euro. Diciamo subito però che questa innegabile vittoria verrà introdotta sì ma gradualmente a partire dal 2015 e che sarà resa obbligatoria a livello generale a partire dal 2017. Comunque ci sarà. Per quanto riguarda le pensioni verranno dati altri contributi alle donne che hanno dovuto smettere di lavorare per poter accudire i figli e verrà data anche a 63 anni e non a 67 se il lavoratore ha 45 anni di contributi. Nessun cambio di rotta per quanto riguarda il raggiungimento e il mantenimento della stabilità finanziaria. Su questo la Merkel è inflessibile e resta ferma sulla sua idea per cui ogni paese membro dell’Unione Europea è responsabile per il proprio debito.


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