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Germania: asili in caserma e ricorso al part time

La società tedesca sembra davvero voler tenere conto dei cambiamenti anche per quanto riguarda i lavoratori in divisa.

asili per bambini in germania

Asili e part time
Con il caratteristico pragmatismo tedesco, anche l’esercito e le forze armate vengono messe nelle condizioni di affrontare al meglio i cambiamenti sociali e la questione della conciliazione lavoro-famiglia. È proprio in questa ottica che, Ursula von der Leyen, ministro della Difesa, ha dato vita ad una serie di proposte dettate da una notevole modernità e innovazione: tra queste la costituzione di asili nido all’interno di alcune caserme e l’opportunità di lavorare con la formula del part time.

Piccole idee per grandi cambiamenti
Forse non è un caso che la signora von der Leyen sia stata, nella precedente legislatura, Ministro del Lavoro. In quel ruolo ha, evidentemente, maturato una certa esperienza e sensibilità rispetto ad alcuni temi particolarmente cari, alle donne lavoratrici ma non solo. Il tema di conciliare tempi di lavoro e tempi di famiglia non è certo nuovo in Germania. Queste iniziative non fanno che equiparare, a tutti gli effetti, lavoratori civili e lavoratori militari. Oltre a ciò, l’idea molto pratica che sottende queste proposte, è anche quella di rendere l’esercito un ambiente di lavoro, oltre che un vero e proprio datore di lavoro, appetibile per un numero crescente di persone. Gli asili poi non sarebbero dei semplici “parcheggi” ma strutture guidate da personale specializzato in puericultura e assistenza sociale. Quindi altri posti di lavoro. Forse non estranee a queste proposte il fatto che la Leyen sia madre di sette figli.

Argomento importante per i politici tedeschi
La questione lavoro-famiglia era già tornata simpaticamente alla ribalta grazie ad un altro politico tedesco. Agli inizi di gennaio fu il vicecancelliere Sigmar Gabriel che dichiarò alla stampa che, il mercoledì, lo avrebbe riservato alla sua bambina di due anni. Ovviamente questa affermazione non poteva mancare di suscitare le critiche di un certo tipo di stampa. Ma il vicecancelliere non demorde. E, secondo noi, giustamente. Del resto il congedo parentale maschile in Germania non è certo una novità ma semmai solo un altro argomento che distanzia la germania anni luce dall’Italia. Sul suolo tedesco ben un padre su quattro gode del congedo parentale contro il meno di uno su dieci in Italia. Questione anche di investimento. In Germania chi gode del congedo gode anche del 67% dello stipendio per un anno. E la decisone del vicecancelliere è stata presa anche per avvicinare la vita di un politico a quella di un comune cittadino.


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