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È ufficiale: la Germania avrà il salario minimo

Dopo molte discussioni il prossimo 1° gennaio 2015 sarà ufficialmente introdotto il salario minimo di 8,50 euro l'ora

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Chi lo avrà
Se ne parlava già da molto tempo e, di certo, non sono mancate le discussioni al riguardo. Discussioni spesso più guidate da considerazioni politiche. Ma adesso è ufficiale: la Germania avrà il salario minimo. Entrerà in vigore il 1° gennaio 2015 e riguarderà quasi tutte le categorie professionali. I lavoratori che non ne beneficeranno saranno quelli minorenni, quelli che stanno facendo un tirocinio, coloro i quali sono disoccupati da molto tempo e i lavoratori stagionali. Per tutti gli altri arriva il salario minimo di 8,50 euro l’ora.

Lunghe trattative
La questione del salario minimo in Germania è qualcosa di cui si parla da molto tempo ed è stata al centro di molte discussioni tra partito socialdemocratico e partito cristiano democratico. Il primo ha messo questa questione al centro di quelle imprescindibili nel momento in cui ha accettato l’alleanza con il partito di governo. E in Germania funziona che, prima di un’alleanza, i partiti che si coalizzano co-firmano il programma che vogliono veder realizzato. Su questo il partito social-democratico non ha ceduto di un millimetro.. Con questo provvedimento la Germania si allinea alla maggior parte dei paesi europei in tema di salario minimo. A fare ancora eccezione solo Italia, Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Cipro.

Rischi e critiche
La questione del salario minimo in Germania ha, a lungo, dovuto affrontare l’ostilità dei conservatori ma anche di molta parte degli industriali e degli imprenditori. Come al solito le motivazioni addotte da questi ultimi per giustificare le loro resistenze hanno a che fare con il concetto di competitività. Secondo loro, infatti, il salario minimo provocherà un aumento del costo del lavoro con conseguente aumento di prodotti e servizi. Oltre a ciò gli industriali mettono in guardia dal rischio di un aumento esponenziale del lavoro nero e della disoccupazione. E soprattutto questo l’argomento con cui, per ora inutilmente, hanno cercato di dare forza alle loro parole, forti anche di quel 5,2% che rappresenta una delle percentuali più basse d’Europa. Argomento talmente delicato che solo la scorsa settimana è naufragata ufficialmente la proposta di rimandare al 2017 l’entrata in vigore della legge con l’uso, fino ad allora, di un contratto collettivo: proposta caldeggiata particolarmente dalla categoria di ristoratori e albergatori. Che qualcosa devono avere ottenuto visto che, guarda caso, il salario minimo non riguarda i lavoratori stagionali, prevalentemente occupati in quei settori.

Alcuni dati
Secondo alcuni dati in quella che era la ex DDR sarebbe un quarto la percentuale di lavoratori che guadagnano meno di 8,50 euro l’ora mentre a livello nazionale i lavoratori al di sotto di questa soglia sarebbero quattro milioni. Numeri non certo bassi ma che hanno comunque indotto la Germania a prendere questa decisioni quasi come una sfida e un rischio. A dimostrazione, sostanzialmente, di una non poca fiducia nei confronti della propria economia e di una incrollabile stabilità politica. Il che la dice lunga sul peso che la Germania continuerà ad avere a livello economico ma, soprattutto, geopolitico su molte decisioni.


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