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Berlino città a buon mercato. Siamo sicuri?

Ecco uno dei tanti miti su Berlino che sarebbe meglio sfatare: quello degli affitti a buon mercato. Un fenomeno che non ha solo risvolti sul mercato ma veri e propri rivolgimenti sociali

berlino

Il caso Kreuzberg
Facciamo solo l’esempio di questo quartiere, divenuto simbolo (e stereotipo) della multiculturalità di Berlino, per altro vera per moltissimi altri motivi. Qui i residenti da mesi hanno fatto manifestazioni per chiedere che venga messo un tetto al prezzo degli affitti che, nel corso degli ultimi due anni ha visto un incremento di oltre l’11%. Aumento che, come in molte altre zone della città, ha visto molti residenti costretti a spostarsi in periferia sull’onda della speculazione edilizia. Una speculazione che ha cambiato la faccia del quartiere, fulcro della comunità turca e simbolo di una integrazione che rischia ormai di essere solo un ricordo. Causa di ciò, tra le altre cose, anche il massiccio afflusso in questa zona di studenti e giovani coppie che ha portato con sé una visione del mercato degli affitti decisamente troppo orientata al profitto. Molte case, dopo la caduta del Muro, sono state prese in “gestione” da agenzie private che, in quanto tali hanno stabilito una politica dei prezzi spesso sconsiderata.

Imboghesimento
È questo un fenomeno già in atto in molte zone della città, con le persone meno agiate costrette a lasciare le loro case per trasferirsi in zone periferiche, con uno sradicamento che va al di la del semplice cambiamento di casa. In questo quartiere poi le piccole botteghe turche di spezie o verdura stanno piano piano venendo surclassate da altre tipologie di esercizi commerciali (come i tanto di moda negozi bio) che ne cambiano non solo la fisionomia commerciale ma l’anima più profonda. Ovvio che ad essere maggiormente colpita sia la comunità turca che a giugno ha cominciato a creare gruppi che si sono accampati davanti a Kottbusser. E come ha risposto la politica? Con il rifiuto del tetto degli affitti ma con la promessa della costruzione di 30mila alloggi per le persone più povere. Con un presumibile ulteriore fenomeno di speculazione territoriale.

Staremo a vedere. Per ora pare che alcune agenzie abbiano magnanimamente consentito la diminuzione di alcune spese e la garanzia che nessuno sarà costretto a lasciare le case in cui abita da una vita. Ma la tendenza sembra andare verso l’esatto contrario. Per non parlare della polemica nata già da qualche anno e che riguarda la tendenza a tenere alcuni appartamenti ad esclusiva disposizione dei turisti che li affittano per brevi periodi.


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