Ultime Notizie
logo lavoro in germania

Notizie Lavoro in Germania

Notizie sulle opportunità di lavoro in Germania

Agli economisti non piace il modello tedesco

Secondo molti economisti il modello tedesco non è da seguire; il suo rigore e la sua austerità potrebbero essere un rischio per l'intera Europa

merkel

Verità o invidia
Forse entrambe le cose. Sono molti gli economisti a cui non piace il modello tedesco. A suscitare le critiche maggiori sarebbe il fatto che la sua competitività sarebbe raggiunta a spese dei salari, tagli alla spesa pubblica, austerità generale e sostanziale difesa ad oltranza degli interessi nazionali. Secondo alcuni economisti questo modello, se imposto all’Europa potrebbe portare alla deflazione.

Modello non esportabile
A mettere in luce questo argomento è un interessante articolo pubblicato su Repubblica.it nell’inserto Economia e Finanza. A farsi principale portavoce di queste critiche è proprio un docente tedesco, Sebastien Dullien, dell’università di Berlino. Il docente enfatizza soprattutto le critiche sul mercato del lavoro la cui decantata flessibilità sarebbe stata pagata solo dai lavoratori, soprattutto quelli con i salari più bassi. Con una pericolosa tendenza ad una generale spinta al ribasso di tutti gli stipendi. Sempre secondo il docente gli stipendi sono restati stagnanti per oltre dieci anni, superando l’inflazione solo lo scorso anno. Oltre a ciò sarebbe un tedesco su cinque a percepire un salario inferiore a 9 euro l’ora.

Si paga così la competitività
sarebbero proprio i generalizzati bassi salari a spiegare il successo tedesco, l’aumento incredibile delle sue esportazioni e quindi la “concorrenza sleale” sul piano della competitività. E, a fronte di questi innegabili successi, in Germania vi sono elementi critici: il tasso medio di investimenti, nonostante i risultati di alcune singole imprese teutoniche, è quasi dimezzato rispetto al pil negli ultimi venti anni.

Investimenti nelle infrastrutture
Secondo alcuni economisti latitano anche gli investimenti pubblici nella scuola, nella ricerca e nelle infrastrutture: cifre pare inferiori a quelle spese da paesi come la Finlandia, l’Austria e la stessa Francia che pure, economicamente, qualche problema lo ha. E la paura di questi economisti è legata al fatto che questo modello possa essere imposto al resto d’Europa. Perché, secondo loro, la Germania regge a questa politica solo grazie alle sue esportazioni. Bisogna dire,  a onor del vero, che queste polemiche sono uscita proprio nei giorni caldi del pre-elezioni ancora una volta vinte dalla Merkel.

 


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *